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Tra ignoranti digitali, rinati digitali e webeti

Depongo le parole davanti al tristissimo caso di Tiziana Cantone: la morte merita solo il silenzio e preghiera. Una sola parola la voglio però dire a noi, e voi, che tutto il giorno utilizziamo questo mezzo (internet) per comunicare, parlare, conoscerci, amarci, in una parola, forse, “esserci” .

Io non sono un nativo digitale. Supero abbondantemente, e dignitosamente, i quaranti ma da buon giornalista mi sono adattato sempre alle tecnologie che sono cambiate speditamente in questi anni. Certo, non posso dire che sono nato con “la camera oscura” ma più di un rullino l’ho montato e ho utilizzato anche la carta carbone.

Però mi sono subito abituato, qualche anno fa, ai nuovi media rinascendo come rinato digitale e avendo la professionalità per non subire il mezzo ma saperlo comandare.

Invece i giovani nati con internet, cosiddetti nativi digitali, sono degli ignoranti digitali: internet non lo conoscono, una ricerca non la sanno fare, cos’è l’email forse e se va bene usano le chat, solo quelle.

L’involuzione di questa specie sono i webeti, gli ebeti del web, quelli che hanno contribuito, ognuno a suo modo, alla triste vicenda di Tiziana Cantone: loro sono pericolosi e andrebbero fortemente rieducati e, nel frattempo, privati di ogni mezzo di comunicazione.

Il Direttore – @giorjolly

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