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I magnifici 7: un buon remake per un tributo ai grandi classici

Nel 1960 Yul Brynner, Steve McQueen & co. Hanno dato un numero alla giustizia sommaria: il 7.

I magnifici 7 è uno dei più grandi classici Western della storia: una di quelle vicende eroiche, fatali e senza speranza, che tanto piacciono ai registi ed al pubblico americano. Storia che in realtà è essa stessa un tributo a I sette Samurai del grande Akira Kurosawa.

Nelle sale è appena uscito il remake, girato dal sempre talentuoso regista action Antoine Fuqua, e con protagonista il suo “feticcio”: Denzel Washington. Insieme a questa coppia inossidabile di artisti, gli altri “magnifici” non sono da meno, con un cast che annovera l’astro nascente Chris Pratt, ed i rodati Ethan Hawke e Vincent D’Onofrio.

La scelta della casa di produzione e del regista è ovvia: far conoscere il grande classico ed il genere Western stesso alle nuove generazioni. Infatti I magnifici 7, oltre ad essere un remake di buona qualità, segue la linea già percorsa da Tarantino: ovvero creare un grande tributo ad un genere.

Come in Django Unchained, anche in questo film le citazioni e i rimandi sono numerosi: a partire dai maestosi grandangoli fino ad arrivare alle lunghe sequenze di sguardi, in perfetto stile Spaghetti Western.

La colonna sonora strizza nostalgicamente l’occhio alle vecchie fanfare del West, rivisitate in chiave moderna, fino ad arrivare al glorioso tema del grande classico, udibile durante i titoli di coda.

Nonostante alcune rocambolesche acrobazie, Antoine Fuqua opta per girare un film tributo anche nelle scene d’azione, togliendo spazio agli effetti speciali e prediligendo gli stunt.

La squadra dei Magnifici è stata riunita in chiave moderna e antirazzista: infatti abbiamo un nero, un orientale ed un comanche tra gli eroi della storia, gruppo che sarebbe apparso sicuramente a dir poco inusuale ai tempi dei cowboy.

I Magnifici 7 è un prodotto divertente e senza particolari pretese, che elogia i vecchi classici e che si fa sicuramente apprezzare dai fan delle praterie, dei revolver sempre carichi e delle storie eroiche.

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