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Edward Hopper, la sintesi metafisica della realtà in mostra a Roma

L’universo ovattato di Edward Hopper sbarca a Roma e dal 1 ottobre 2016 fino al 12 febbraio 2017 tingerà di realismo metafisico le sale del Complesso del Vittoriano.

Nell’ala Brasini, l’esposizione curata da Barbara Haskell in collaborazione con Luca Beatrice, accompagnerà lo spettatore tra gli scorci di un’America insolita, cristallizzata dal chiarore della solitudine, assorta nella semplicità di gesti quotidiani che attendono di essere compiuti, e vagano in un limbo di spazio e tempo che si rincorrono senza mai incontrarsi.

Circa 60 opere provenienti dal Whitney Museum di New York, realizzate tra il 1902 e il 1960, presenteranno i panorami desolati, le architetture geometriche e gli sguardi che si sfiorano nella produzione artistica di uno dei maggiori esponenti dell’arte americana del XX secolo. Dagli acquerelli parigini ai paesaggi cittadini degli anni ‘50 e ‘60 fino alle opere più famose come Summer Interior del 1909 , New York Interior del 1921 o South Carolina Morning del 1955, il Vittoriano celebra l’abile mano di Hopper che fu in grado di sintetizzare le sue emozioni in composizioni trasversali, pacate e penetranti.

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