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Florence Short Film Festival: intervista ai creatori del festival

Dopo il successo della terza edizione del Florence Short Film Festival, abbiamo intervistato i due giovani autori: Lorenzo Borghini e Dario Bracaloni.

Florence Short Film Festival, terza edizione: vi ritenete soddisfatti di come si sta evolvendo la vostra “creatura”?
L.B: Sì, penso che il Florence Short Film Festival stia iniziando a camminare con le proprie gambe. La prima edizione fu al Glue – Alternative Concept Space di Firenze, in modo piuttosto ‘casereccio’, con molti registi fiorentini in concorso ed una location non proprio da festival, ma più da cineforum di città. Parteciparono circa 250 persone. La seconda edizione ebbe luogo all’Odeon, in un’unica data, proiettando il festival in un tempio del cinema fiorentino. Fu un successo. Sold-out da 569 persone, con molte rispedite a casa per via delle norme antincendio. I corti in concorso erano per la stragrande maggioranza italiani…Per quanto riguarda la terza edizione, abbiamo provato ad alzare il tiro, suddividendo il festival in due serate, una dedicata all’animazione e l’altra alla fiction. Un bel rischio, non c’è che dire, ma in due sere si sono viste più di 300 persone. Il vero successo è stato trasformare il festival da ‘cittadino’ a ‘italiano’, per concludere con ‘internazionale’.

D.B: Assolutamente, l’essere passati dalla dimensione cittadina, poi a quella regionale e quindi di botto a quella internazionale, nel vero senso della parola, rappresenta il pieno conseguimento degli obiettivi prefissati e quindi la massima soddisfazione possibile. Questa terza edizione è stata un po’ un salto nel vuoto e non ti nascondo che ci sono volute diverse notti insonni per offrirvi il festival che avete visto!

Potendo ipotizzare, quali obbiettivi vorreste nel futuro per il festival?
L.B: Sicuramente consolidare il brand e cercare di aumentare sempre il livello delle opere in concorso e poi chissà, in futuro magari fare un Florence Film Festival, puntando sui lungometraggi…

D.B: Un festival ancora più grande, ancora più vario, che ospiti ancora più generi e servizi, dai laboratori cinematografici alle conferenze.

Un momento a cui tenete particolarmente di queste tre edizioni?
L.B: Ci sono momenti che reputo di pari importanza. La standing ovation ricevuta dal corto Desassossego di Lorenzo Degl’Innocenti durante la prima edizione, vedere quasi 600 persone accalcarsi dentro il cinema Odeon durante la seconda edizione, ed aver ricevuto i complimenti di un giornalista dopo la serata di Animazione di quest’anno, che ha confessato di essersi commosso più di una volta durante le proiezioni.

D.B: La sala del Glue (il piccolo auditorium che ospitò la prima edizione) che si riempiva sempre di più e la commozione di un mio caro durante la proiezione di Paper Memories, il corto vincitore della prima edizione. Ricordo anche lo stupore che provai nel varcare le soglie della grande sala del cinema Odeon e vedere i posti esauriti… un’emozione impagabile.

Quest’anno il festival ha avuto una grande partecipazione, che metodi usate per valutare quali corti mandare in concorso?
L.B: Quest’anno abbiamo usato un doppio binario, l’iscrizione tramite l’apply form del nostro sito e la piattaforma FilmFreeway. Sono arrivati quasi 400 lavori, quindi penso sia stata davvero una manna dal cielo iscrivere il nostro festival sulla piattaforma di cortometraggi più importante al mondo. Il selezionatore ufficiale del Florence Short Film Festival è Daniele Castellani e, successivamente, con la mia supervisione abbiamo decretato i 16 finalisti.

D.B: Vengono presi in esame più parametri come la qualità della storia, la qualità della realizzazione e il rapporto in cui si trovano questi due parametri. Il difficile è mantenere il focus e l’obiettività di giudizio su una scala allargata come quella di più di 300 corti iscritti.

C’è un corto che vi ha colpito particolarmente?
L.B: Senza dubbio L’espace d’un istant di Alexandre Athané, per la leggerezza con cui racconta il rapporto tra una bambina e il suo eroe, un simpatico nonno sempre in vena di scherzare, ma anche per come affronta la tematica della perdita di una persona cara, con un percorso di accettazione della morte travagliato e dolente, dolce e spaventoso.

D.B: Senza Parole, il film fuori concorso, una prova attoriale e di regia di altissimo livello. Per l’animazione invece ho trovato L’espace d’un istant davvero notevole, sia per la storia molto dolce e malinconica, sia per lo stile con cui è stato realizzato, apparentemente naïf ma molto dettagliato ed efficace.

Parlateci della vostra carriera, quali sono stati e quali saranno i vostri progetti?
L.B: Dopo la laurea in DAMS e tre mesi a Parigi, di ritorno dalla capitale francese ho fondato un piccolo blog chiamato il Cartello insieme al mio amico Daniele Minucci. Adesso non è più un blog ma una webzine che tratta settimanalmente società, musica, cinema, letteratura, per finire nel mondo oscuro delle dipendenze. Nel 2014, ho dato vita al Florence Short Film Festival insieme al socio e amico Dario Bracaloni, grazie alla passione per il cortometraggio – avendone girati alcuni –, ma non contento, questo settembre, ho aperto un canale insieme a Iacopo Tonini, chiamato Videodrome. È sviluppato interamente su social network come Facebook e Instagram e a breve sarà anche su YouTube.  Nel frattempo ho scritto un libro di narrativa di viaggio intitolato Cina: diario di un viaggiatore sentimentale, nato da un’avventura in terra cinese, armato di zaino e macchina fotografica.
Nei progetti futuri conto di aprire un’agenzia di comunicazione a gennaio, insieme ai miei soci, una grande scatola che contenga i prodotti editoriali che stiamo portando avanti, il tutto affiancato da consulenze di web marketing, con un’attenzione particolare alla videoproduzione. Per questo ho appena finito di scrivere con Daniele Minucci una web serie, intitolata The Assholes, che parla di una redazione strampalata di un giornale, ma anche della nostra generazione, delle paure, gli amori e i problemi, quindi di tutti noi.

D.B: Mi occupo di eventi musicali dal 2009, fra piccole serate nei club fino a grandi festival ricoprendo vari ruoli che abbracciano la direzione artistica o la direzione di palco. Sono anche dj, giornalista musicale e speaker radiofonico per Controradio oltre che musicista, e sto finendo proprio ora le registrazione del disco d’esordio del mio nuovo progetto, che si chiama RIVA e ne sono semplicemente entusiasta!

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