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Teatro italiano: ritratto di un signore dimenticato

Il teatro italiano non gode dei fasti newyorkesi di Broadway: le differenze sono palesi ed innumerevoli. Ma la scarsa pubblicità ed attenzione che i media non dedicano ad attori e teatro, fortunatamente non corrispondono ad una mancanza di organizzazione o ad un potenziale poco pregio dello stesso.

Basta sfogliare il calendario di qualsiasi teatro italiano per notare come, grazie a piccole e continue tournée, il fiore degli attori italiani si avvicendi nelle varie strutture portando in scena spettacoli tutt’altro che scontati. L’Italia non sarà un paese da musical, ma è in grado di offrire molto agli appassionati di teatro. Sia per ciò che concerne opere indie sia per quel che riguarda titoli famosi conditi da grandi interpreti.

Non bisogna chiedersi dove siano i grandi attori del cinema italiano quando spariscono dai radar: la maggior parte di essi calca il palcoscenico. Basta pensare a Massimo Ghini, ad Ambra Angiolini, o ancora a Francesco Scianna e Massimo Venturiello. Lo scambio tra schermo, grande o piccolo che sia, e teatro è continuo, ma quest’ultimo soffre di una mancata pubblicità che rende quasi impossibile, a meno che non si tratti di una grande produzione, il permanere di una compagnia a lungo nello stesso luogo.

L’Italia, va ripetuto, non è Broadway. Non per questo però gli spettacoli meritano di essere ignorati. Non sono validi solo quando grandi nomi come Riccardo Cocciante vengono coinvolti in produzioni lunghissime e costosissime di musical. La Compagnia della Rancia è attiva da decenni sul territorio ed è stata in grado di portare sui palchi italiani e nei cuori degli spettatori titoli come Grease e Pinocchio, lasciando un’impronta importante nella tradizione teatrale italiana. E questo non deve essere dimenticato.

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