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American Horror Story – Roanoke, 6×05: incubo finito?

Paura, sangue e dolore: giunti alla 6×05 di American Horror Story – Roanoke l’urlo arriva. Anche e soprattutto da chi sta guardando. Non solo: Ryan Murphy ha rivelato che la stagione è suddivisa in cicli. Questo episodio segna la fine del primo?

Non senza lasciare lo spettatore scioccato ed un po’ schifato. In senso buono, assurdamente. Perché l’episodio è così dannatamente splatter da richiedere che lo sguardo venga distolto dallo schermo diverse volte al fine di evitare reazioni eccessive. Tutto è ben diviso tra la storyline principale di Matthew, Flora e Shelby e quella di colui che fece costruire la villa: Edward Philippe Mott (antenato, tra l’altro, di Gloria e Dandy Mott della quarta stagione di American Horror Story ed interpretato da un magnifico Evan Peters, N.d.R.). Scoprirne le origini e conoscerne il fautore ci aiuta a capire perché proprio lui sarà, per un breve momento, quella sorta di “deus ex machina” che darà la possibilità al trio di uscire da una situazione senza scampo anche grazie all’arrivo di Lee, la mamma della bambina.

Tante, troppe domande irrisolte

Senza dubbio “Chapter 5” è stato quello che finora ha incollato di più allo schermo. Ma che ha lasciato allo stesso tempo con tutta una serie di domande irrisolte: la strega/demone che fine ha fatto? Saranno davvero salvi i nostri protagonisti? Perché è vero: per tutto il tempo li abbiamo visti “raccontare” la loro storia in un documentario. Ma in qualche modo qualcosa sembra non tornare. Quasi sicuramente molte delle risposte arriveranno con il prossimo episodio. O forse no. Si è ad un punto che volenti o nolenti è necessario continuare a guardare. Se davvero la prima storyline si è conclusa come sembrerebbe, in quale modo la storia della colonia di Roanoake è ancora rilevante? La donna con la mannaia vuole ancora il suo tributo di sangue?

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