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Caro Della Valle, è solo questo il modo di aiutare imprenditorialmente le zone terremotate?

Foto Roberto Monaldo

Carissimo Diego Della Valle, mi rivolgo a Lei perchè sicuramente capace di cogliere quello che voglio chiederle direttamente, bypassando l’intermediazione politica attuale che invece considero, con sommo dispiacere, incapace di intendere e volere.

Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio ha dato l’annuncio che lei aprirà una fabbrica della Tod’s proprio ad Arquata del Tronto, uno dei tanti paesi devastati, soprattutto nel suo tessuto imprenditoriale e commerciale, dal tremendo terremoto dello scorso Agosto, e assumerà gente del posto.

Dico subito: bene, bravo, bis.

Però le domando anche: siamo sicuri che è questo l’unico modo di aiutare le popolazioni terremotate? Perchè non fa capire ai suoi colleghi imprenditori (ribadisco, coi politici si fa un po’ più fatica) che sarebbe bello anche poter aiutare a far rinascere le piccole attività commerciali e imprenditoriali locali, dal bar, al supermarket, ai numerosi Bed and Breakfast fino ad arrivare alle tipiche aziendine agricole, i salumifici e quelle che ci deliziavano con fantasie di tartufi e funghi tipici della zona.

E’ di ieri la notizia di Adriano Pieretti, 31 anni, suicidatosi per le conseguenze dirette del terremoto: la perdita del lavoro per la chiusura della scuola di fronte alla sua edicola che quindi ha subìto un drastico calo degli introiti.

Aiutiamo loro, i locali, a mantenere viva la tipicità commerciale, industriale del posto, velocizzando anche i tempi di riconsegna delle case e delle attività lavorative, altrimenti, con solo interventi dall’alto e di altro genere (e che siano benedetti), uccideremo per sempre questi piccoli paesi che tanto, ma davvero tanto, sono per la nostra Italia.

Non la conosco signor Della Valle ma conosco Arquata del Tronto e gli arquatani.

[Foto di Roberto Monaldo]

Il Direttore

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