(Photo credit should read RAFA RIVAS/AFP/Getty Images)

Festa del Cinema di Roma: arriva l’ora di Oliver Stone e l’America al rovescio

Giorno due all’Auditorium Parco della Musica per la Festa del Cinema di Roma. Il regista di JFK e Platoon, in concorso con il nuovo Snowden, incontra il pubblico. In programma Afterimage dello scomparso Andrzej Wajda.
Solo ieri Tom Hanks, con il beffardo sorriso di un democratico in pace con se stesso ha politicizzato la chiassosa platea dell’Auditorium parlando delle prossime elezioni Usa.

Oggi però si fa sul serio. Alle 17.30 Oliver Stone incontrerà la stampa e il pubblico della Festa del Cinema di Roma e c’è da aspettarsi il consueto fiume in piena di politica, denuncia, riflessione: uno sguardo al rovescio di un’America che il regista newyorkese racconta nelle sue pieghe morali e buchi neri sin dai tempi di Wall Street e Nato il quattro luglio. A seguire la prima del suo ultimo film Snowden, dove Joseph Gordon-Levitt interpreta l’ex tecnico informatico della NSA, gola profonda dei programmi di sorveglianza illegale della CIA sull’Unione Europea e il monitoraggio di internet. Come da mitologia per un regista che ha sempre inseguito più che il successo la catarsi psicologica di una nazione, quegli Stati Uniti che ha sempre dichiarato di amare e proprio per questo ne ha raccontato peccati e scheletri in armadi giganti, Snowden ha avuto una gestazione rocambolesca. Osteggiato dagli studios e dalle major, ma ben accolto alla prima del Toronto Film Festival, Snowden è pronto a raccontare come in JFK “tutte le le frottole del governo americano” – parole di Oliver Stone.

Alle 19 sarà proiettato Afterimage di Andrzej Wajda. Il maestro polacco, autore dei fondamentali I dannati di Varsavia e Cenere e diamanti, morto lo scorso 9 ottobre avrebbe dovuto incontrare anch’esso il pubblico di Roma. Saranno invece le immagini della sua ultima opera il commiato più giusto. Al di là delle parole è sempre stata l’interazione tra memoria collettiva e deriva del quotidiano il suo modo di fare cinema. Un cinema interno, rivolto ad un paese uscito devastato dalla barbaria nazista e subito ricacciato nell’oppressione totalitaria sovietica, dove vincitori o perdenti, collaborazionisti o partigiani, superano le didascaliche divisioni per essere semplicemente donne e uomini in continua sospensione tra passato e probabile futuro. In Afterimage vedremo Władysław Strzemiński, professore nella Scuola Nazionale di Belle Arti di Lodz, e i suoi studenti in lotta culturale più che violenta, con l’ordine costituito. Un’ideale punto di arrivo di una carriera (e di una vita) sempre sospesa tra simbolismo e glaciale realismo.

A cornice di giornata le proiezioni di Manchester By The Sea di Kenneth Lonergan e il documentario sull’opera di Richard Linklater, alfiere del nuovo cinema indipendente anni ’90 e autore di Prima dell’Alba, La vita è un sogno e il pluripremiato Boyhood.

(Photo credit should read RAFA RIVAS/AFP/Getty Images)

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