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Manchester by the Sea: profumo di Oscar sull’oceano dell’altra America

Applausi e commozione alla Festa del Cinema di Roma per il piccolo e sincero capolavoro di Kenneth Lonergan con un grande Casey Affleck. Il superamento del lutto senza l’urlo del melodramma.

Dopo cinque anni di assenza, Kenneth Lonergan torna sul grande schermo con Manchester by the Sea. Il regista statunitense, vincitore del Sundance nel 2000, mette a segno un compito (più che) ben fatto: una pellicola appassionata, che riesce a trovare il giusto equilibrio tra drammaticità ed ironia. Asciutto, senza eccessi, fiero di una visione indipendente e anti-spettacolare della scrittura, ancor prima della messa in scena. Un film che, con rara destrezza, si muove tra diversi registri emozionali e incontra nell’armonia degli opposti la sua eccellenza.

Manchester by the Sea racconta la storia di Lee Chandler, un tuttofare di Boston che, in seguito alla morte di suo fratello Joe, è costretto a tornare nel vicino paese di Manchester nel quale vive suo nipote e del quale è stato inaspettatamente dichiarato tutore. Il carattere schivo di entrambi rende la convivenza difficile. Attraverso continui flashback, veniamo a conoscenza degli eventi che hanno portato Lee lontano dalla sua città natale: una catastrofe che ha coinvolto la sua famiglia e ha logorato il rapporto con la moglie, rendendolo schivo a nuovi rapporti.

Il film colpisce per la qualità delle inquadrature, per l’intelaiatura dei dialoghi (agili ed essenziali come gli scambi di battute di Buzzati o i giudizi di Dostoevskij) e, soprattutto, per l’interpretazione degli attori: Casey Affleck, tra tutti, è la vera rivelazione di questo film. La sua è una prova perfetta in ogni sfaccettatura. Un’interpretazione che è difficile ignorare e che, probabilmente, vedrà riconoscimenti e soddisfazioni nella stagione delle premiazioni.

«All’inizio il protagonista doveva essere Matt Damon – ha spiegato Lonergan – ma era troppo impegnato. Così abbiamo subito pensato a Casey, uno dei miei attori preferiti. Per fortuna ha accettato».

Non meno brillanti sono i personaggi secondari che, grazie ad una sceneggiatura solida e ben costruita, donano carattere e spessore alla trama. Manchester by the Sea è un esempio di grande scrittura, che, grazie ad una regia poco invadente, conduce con maestria gli spettatori nella vita di una famiglia di eccezionale carisma, dalla quale è difficile staccarsi una volta finito il film. E qui vince la sua scommessa, restare e non lasciarsi dimenticare. Immersi in quel mare ad est di Manchester, Massachussets, vero protagonista invisibile del film.

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