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Inferno: un paradiso per gli occhi…o forse no

Appena approdato in sala, Inferno ha conquistato la vetta del botteghino, come prevedibile.

Inferno è l’ultima opera dell’affermata ditta Howard-Hanks-Brown, tratto dal libro omonimo di Dan Brown.

La campagna pubblicitaria è stata enorme, durante la quale Firenze, dove è stato girato buona parte del film, è stata presa d’assedio da Hollywood giorni fa.

Sinossi:
Torna il professor Robert Langdon, ancora una volta in mezzo ad un intrigo di livello mondiale. Langdon si sveglia in piena amnesia a Firenze, e scopre di essere la pedina di un complotto di dimensioni titaniche, con obbiettivo lo sterminio dell’umanità tramite un agente patogeno.
Insieme alla dr.ssa Brooks dovrà sventare questa grave minaccia.

A livello tecnico, Ron Howard ci regala ancora una volta un classico della sua regia, riconfermandosi tra i migliori registi in circolazione. Notevoli le scene delle “visioni infernali” del protagonista, per non parlare dell’evocativa colonna sonora, firmata da Hans Zimmer.

Le ambientazioni sono il punto più forte del film: Ron Howard e Dan Brown ci conducono ancora una volta in luoghi di bellezza senza pari, partendo dal centro storico di Firenze fino a Venezia e Istanbul.

Su Tom Hanks non c’è molto da dire: la sua capacità recitativa ormai è indubbia da anni, ed il professor Langdon rimane uno dei suoi personaggi cult.

Nonostante ciò, Inferno durante le due ore di proiezione non prende il volo, galleggiando in una sensazione di déjà vu.

Per quanto palese sia stato l’impegno della regia, lontano ormai è il semplicistico fascino de Il Codice Da Vinci, in cui il mistero del passato era il fulcro della narrazione. In Inferno la figura di Dante e La Divina Commedia rimangono elementi presentati troppo marginalmente.

L’arte e i magnifici luoghi pieni di mistero vengono sacrificati per una storia che sa di parodia di una Spy Story, che prova a far riflettere sul problema della sovrappopolazione ma che si perde in una leggera retorica.

Da spezzare una lancia per la povera Felicity Jones, alle prese con un personaggio decisamente ridicolo.

Nonostante la grande pubblicità quindi, che spesso può risultare un’arma a doppio taglio, Inferno è un film afflitto dalla maledizione del terzo episodio.

Dan Brown ha annunciato che a settembre 2017 presenterà un altro libro su Robert Langdon, su cui probabilmente verrà tratto un altro film. Ma non sarà il caso di mandare in pensione lo sventurato professore?

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