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Nocturama: l’agghiacciante terrorismo della non causa

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La Parigi cannibale e notturna del nuovo film di Bernard Bonello insinua dubbi e bombe ad orologeria nelle piaghe di un Occidente vittima innanzitutto del proprio crollo mentale.

Alla Festa del Cinema di Roma è ancora una volta la sezione parallela di Alice nella città a stupire per il coraggio e la libertà creativa. Dopo giornate all’insegna di film sin troppo levigati nella loro superficialità bidimensionale (dai semi indie Captain Fantastic, ai pamphlet The Birth of A Nation o Snowden) è la Parigi senza identità di Nocturama a riportare il cinema sulla strada maestra del corrosivo e del ferocemente demolitore. Un giorno a Parigi, dalla mattina alla notte più profonda e cupa, seguendo le vicende di un manipolo di giovani terroristi bianchi (tranne uno). Bonello filma con uno stile implosivo, fatto di pochi essenziali dialoghi e lunghe passeggiate in una Parigi da far saltare in aria. Senza l’affanno e la dittatura di una Ideologia, senza la cappa di una corrotta Causa, senza il furore della Rivoluzione o l’oppio di una Religione, i ragazzi di Bonello seguono vie diverse, in un’anarchia interrotta, come i dialoghi tra i corridoi dove piazzare bombe, palazzi del potere da rendere cenere, luoghi della finanza da mandare in frantumi. Tra sguardi malinconici e una frantumazione del racconto (ricorda l’Elephant di Gus Van Sant forse non a caso) non vi è un mero vezzo narrativo, ma un percorso di smarrimento che conduce lo spettatore muro a muro con la propria visione del mondo. Senza streghe da far bruciare o incolpare, è il terrorismo della non causa a rendere obsoleta ogni connotazione politica; nella frammentazione del presente, l’Occidente è vittima del corto circuito di ogni propria certezza. Una schizofrenia post-moderna che è il riflesso coerente del crollo mentale dei giovani terroristi.

Diviso in due parti ben distinte, il giorno per le strade di Parigi in preparazione dell’attentato, e la disperata fuga-attesa notturna in un centro commerciale, Nocturama non prende posizione, non spiega, ma suggerisce, non cade vittima della cattiva letteratura o dell’estetismo fine a se stesso. Non c’è consolazione in questi giovani che camminano tra scale mobili, stanze arredate, in un centro commerciale che come in Zombie di Romero non può che condurre alla morte, al cannibalismo di una Parigi dopo mezzanotte.

Il trailer:

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