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Al Pacino: la perfezione della recitazione

Interprete eccezionale di personaggi drammatici e dal carattere di ferro come quello di Michael Corleone nel capolavoro di Francis Ford Coppola “Il Padrino”, Al Pacino è uno degli attori più celebri al mondo e tra i pochi che con il solo sguardo riesce a bucare lo schermo. La sua perfetta capacità di calarsi nei ruoli assegnati è piuttosto rara: il suo fascino rude e la sua forte personalità sono solo alcuni dei tratti distintivi di questo attore dalle origini siciliane che per un certo periodo della sua vita ha vissuto ai margini della società.

Un successo strepitoso

Dopo l’interpretazione di Michael Corleone del 1972 si aprono le porte del successo per Al Pacino e la sua fama è inarrestabile. Conquista anche la sua prima candidatura all’Oscar e da questo momento ogni ruolo diventa indimenticabile, come quello di Serpico (1973), in cui interpreta un poliziotto italo-americano che lotta contro i poliziotti corrotti di New York o Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975). Il suo rifugio nell’alcol negli anni ’80 fa temere veramente per la sua vita ma per fortuna riesce ad uscirne e a rialzarsi. Nonostante la fama, forse l’attore non riesce a scrollarsi di dosso i suoi problemi esistenziali.

Ombre di depressione e voglia di non mollare

Con Profumo di donna, del 1992, vince il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista. Da non dimenticare Scarface (1983) Heat- La Sfida (1995), Carlito’s Way e altri, dove interpreta ruoli sempre difficili. Alcune sue affermazioni rivelano la depressione che lo ha colpito:”Il logorio dell’essere umano fa parte di quel che facciamo, ci si logora attraverso la ripetizione della stessa vita. Drammi, droghe, successo, insuccesso, la vita diventa un peso che tutti portiamo”. E se qualche volta ha pensato di abbandonare la recitazione, un pensiero fulmineo lo ha sempre colpito fino a fargli affermare: “Meglio che continui! Sono una persona fortunata: penso da dove sono venuto, ho superato difficoltà e trovato nella vita qualcosa che voglio davvero fare. Ho tre figli, amici, colleghi: tutto questo ha contribuito ad alimentare il fantastico viaggio che ho percorso finora”.

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