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Florence Foster Jenkins: la tragicommedia della verità

Stephen Frears dirige Meryl Streep e Hugh Grant in un viale del tramonto dove le menzogne proteggono gli affetti e tengono lontani i critici di professione.

E’ il giorno di Merly Streep alla Festa del Cinema di Roma. L’attrice pluripremiata agli Oscar e Golden Globe incontrerà il pubblico all’Auditorium, a cui seguirà la prima di Florence Foster Jenkins. Diretto da Stephen Frears, il film è stato presentato alla stampa come un buon cappuccino dopo la colazione. Azzeccando una messa in scena british in trasferta newyorchese, grazie a uno Hugh Grant capace di restituire tutta la malinconia di una “devozione” (citando il film), di un amico onesto più che di un marito fedele. Florence Foster Jenkins racconta la storia vera della cantante lirica, pianista mancata per malattia alle articolazioni, che fece della sua mancanza di doti canore non un limite, ma un unicum nel panorama del prima metà del Novecento.

Tenendo lontana una tragedia che sembra incombente, senza restare fedele alla verità storica, ma restituendo tutto il dilemma morale di una scelta voluta: mentire alla persona che ti sta accanto. Mentire e costruire per lei una cattedrale di menzogne, di artificioso consenso e di complicità artistica. E’ ciò che fa St. Clair Bayfield (Hugh Grant), marito molto più giovane della Jenkins, proteggendola esattamente come il finto maggiordomo Max Von Mayerling con Norma Desmond in Sunset Boulevard. Al noir, Fears preferisce la risata discreta, la gag visiva a volte anche macchiettistica (nel personaggio del pianista Cosmè McMoon), con intelligente scrittura e ritmo che mette in ridicolo la divisione tra critica e pubblico, schierandosi apertamente dalla parte del senso ultimo di una rappresentazione: l’intrattenimento.

Un viale del tramonto leggiadro e spensierato che trova in Meryl Streep un’interprete esemplare (c’era da dubitarne?), divertita e serena sullo schermo come nella vita. Per la signora di Hollyvood è tempo di canti stonati o canti nella foresta (Into The Woods), senza preoccuparsi tanto di un tramonto che non sembra minimamente toccarla. Anche in film che come un buon cappuccino la mattina riscaldano, ma non possono bastare per tutto il giorno.

 

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