"

Viola Davis, una dea di talento

Viola Davis è una dea di talento. Le sue doti artistiche ed il carisma che emana la rendono una delle attrici di Hollywood più interessanti dei nostri tempi. “Scoperta” dal grande pubblico, però, solo con l’aiuto di Peter Nowalk e Shonda Rhimes nonostante diversi film ed un Tony vinto per la sua Tonya in “King Hedley II” a Broadway nel 2001.

Riconoscimento tardivo

E’ assurdo pensare come una donna nominata all’Oscar come attrice non protagonista nel 2008 possa aver ricevuto la fama mondiale solo sei anni dopo con il ruolo di Annalise Keating nella serie televisiva della ABC “How To Get Away With Murder” (Le regole del delitto perfetto). E nonostante l’essere stata inserita nel 2012 tra le 100 persone più influenti nel mondo dalla rivista Time, fino a due anni fa un mostro di bravura e di preparazione come Viola Davis si è dovuta accontentare di piccoli ruoli televisivi e (buon) teatro prima di venire riconosciuta, come meritato, in tutto il mondo.

Passione innata e precoce

Figlia di una famiglia tutt’altro che benestante, Viola non ha avuto un’infanzia facilissima. Ma quello che è sempre apparso chiaro a chiunque abbia avuto la possibilità di assistere ad una sua performance è che la stessa non ha bisogno di orpelli particolari: è in grado di attirare l’attenzione su di sé con la sua eccessiva preparazione. Fu questo che colpì in particolare Bernard Masterson nel corso della sua giovanile partecipazione alla “Young People’s School for the Performing Arts“a Rhode Island mentre quest’ultimo ne era direttore: fu il momento della svolta.

La Julliard, che frequentò per 4 anni, contribuì a raffinare il talento di Viola Davis, gettando le basi per il raggiungimento di uno stile di recitazione che ora è tanto amato sullo schermo: una forte presenza scenica, la capacità di recitare qualsiasi tipo di copione ed emozioni graffianti e nude.  E questo in buona parte può anche essere stato ottenuto attraverso tanti anni di palcoscenico. Ma quando si definisce Viola Davis una dea non lo si fa a cuor leggero: semplicemente non vi è altro modo per descrivere un’attrice del suo calibro ed il fatto che le basti la semplice presenza per illuminare qualsiasi contesto nel quale la si incontri. A prescindere che sia un dietro le quinte, una serie televisiva o un red carpet.

La realtà di Viola Davis

Non è da tutti riuscire a fare ciò che Viola fa ogni volta che si trova davanti ad una camera da presa. E il ruolo di Annalise è perfetto proprio perché è in grado di evidenziare il suo modo di recitare: la Davis è in grado di portare lo spettatore a superare quel limite ideale tra finzione e realtà per la quale il personaggio si trasfigura in qualcosa di esistente. Quando Annalise piange o urla, chi guarda può solo rabbrividire e sentire dentro ciò che l’avvocatessa prova. Viola Davis riesce a rendere reali i propri personaggi: accadde anche con la sua Mrs. Miller in Doubt (trasposizione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale, N.d.R.) con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman ed Amy Adams. La nomination ai Golden Globe ed agli Oscar arrivò nonostante il fatto che lei fosse presente in una sola scena. E questo dice molto su quella dea che Viola Davis è. Sia dentro che fuori lo schermo.

Photo Credit | Gage Skidmore -Flickr

2 pensieri riguardo “Viola Davis, una dea di talento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *