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The Cure: il futuro passato della generazione gotica

Il Twilight Sad Tour approda in Italia per quattro date tra Bologna, Roma e Milano. L’occasione per fare il punto sulla creatura di Robert Smith, tra setlist schizofreniche e nessun album da promuovere.

L’ultima volta fu l’Ippodromo delle Capannelle di Roma nel luglio 2012. La chiusura con Boys Don’t Cry fu l’amarissimo arrivederci. Può una semplicissima canzoncina punk essere amara e graffiare così tanto il cervelletto da far venire le vertigini? Certo che può. Specialmente se scritta da Robert Smith. Sovraesposta, famosissima, amata dalle radio, conosciuta anche su Marte, ma dal vivo, in chiusura di un concerto di tre ore Boys Don’t Cry assume le forme di un sorriso malinconico e smarrito. E’ il nero velluto con cui la band di Crawley ha sempre avvolto le sue canzoni pop. Boy’s Don’t Cry non fa eccezione. E gli anni passano per i Cure, come per i suoi fans, è l’eterno addio all’adolescenza, l’inquietudine e la morsa di incubi in giardini infestati e manicomi abbandonati, che resiste ai cambi generazionali, alle mode, persino al revivial dei suoni anni 80. Senza nessun album da promuovere, l’ultimo è del 2008, e con solo tre dischi in sedici anni, i Cure sono gli unici sopravvissuti della New Wave (insieme ai Depeche Mode) a potersi permettere tour mondiali e sold out in ogni palazzetto senza nuovo materiale.

A differenza di Dave Gahan e Martin Gore, con dischi a cadenza quadriennale e una setlist standard, i Cure sono tra i pochi ad onorare il palco con l’urgenza e la classe dei predestinati. Esattamente come Bruce Springsteen, i Cure concepiscono il live come una cerimonia pagana, un ottovolante emozionale, un susseguirsi di cupe danze dai dischi della trilogia dark (Seventeen Seconds, Faith, Pornography), malinconiche seduzioni (da Disintegration o Bloodflowers), blitz d’alta classifica con tutti i singoli pop che li hanno resi trasversali ai gusti e ai generi. Just Like Heaven, In Between Days, Lovecats convivono con perle del loro catalogo più oscuro, b-side, outtakes.

Il Twilight Sad Tour è iniziato in Usa lo scorso maggio, approdando in Europa il 7 ottobre scorso in Finlandia. Un set principale sempre vario e impossibile da prevedere, tre encore a tema, circa 70 canzoni diverse suonate dall’inizio del tour; piaccia o meno Robert Smith sta confermando ancora una volta di essere il padrino vivente della generazione gotica.

Le date italiane:

29 ottobre 2016 Bologna, Unipol Arena
30 ottobre 2016 Palalottomatica, Roma
01 novembre 2016 Mediolanum Forum, Milano
02 novembre 2016 Mediolanum Forum, Milano

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