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Io sto con chi prega ma anche con chi impreca contro il terremoto

Le persone in ginocchio in piazza a Norcia, davanti a quel che resta della loro, e nostra, Basilica di San Benedetto mi hanno fatto crollare a terra, sulle mie di ginocchia, per elevare anche io, a Dio, una profonda preghiera: Signore, ti prego, ferma il terremoto.

Nulla possiamo contro Madre Natura, lo abbiamo scritto anche da queste pagine, se non rispettarla nei suoi spazi e tempi e quindi smetterla di costruire male e selavaggiamente senza rispetto di alcuna regola paesaggistica, urbanistica oltre che tecnica.

Io sto con chi prega perchè Dio plachi il terremoto: tutte le sere lo facciamo coi nostri figli ed è l’unica cosa che possiamo fare noi che viviamo a Roma e abbiamo avuto paura anche qui, noi che abbiamo amici, parenti, nonna, lavoro e tanto altro nelle Marche e in Umbria.

Io sto anche con chi impreca sia perchè è un’altra forma di preghiera, di richiesta a Dio, sia perchè è un’altra arma nell’impotenza e, davanti al terremoto, preghiera e imprecazione possono andare a braccetto, non mi sento di condannare chi le alterna.

Il direttore

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