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Figure of Speech, i racconti metaforici dal 10 novembre al Cassina Projects di New York

Georg Herold, Untitled, 2009, Numbered caviar and acrylic paint on canvas, 110 x 135 cm | 43.5 x 53 in.  Courtesy of Georg Herold, ARTUNER and Cassina Projects

[Georg Herold, Untitled, 2009, Numbered caviar and acrylic paint on canvas, 110 x 135 cm | 43.5 x 53 in.  Courtesy of Georg Herold, ARTUNER and Cassina Projects]

Racconti metaforici e visioni oniriche, andranno ad intrecciarsi ai personaggi che popoleranno la mostra Figure of Speech, che dal 10 novembre al 14 gennaio 2017 animerà le sale della Galleria Cassina Projects di New York. Curata da Artuner, l’esibizione presenterà i lavori di tre artisti legati alla Kunstakademie di Düsseldorf, David Czupryn, Georg Herold e Katja Seib, e propagherà la sua indagine contemporanea modellando un percorso narrativo, che attraverso le molteplici declinazioni dei protagonisti dei dipinti, offrirà un nuovo vocabolario figurativo.

Spazi privi di orizzonte accompagnano lo sguardo dello spettatore sugli oggetti in rilievo, che sospesi nel vuoto, sembrano emergere dallo sfondo, le ombre morbide accarezzano i colori compatti delle tele di David Czupryn, artista tedesco che vive e lavora a Düsseldorf. L’indagine di Czupryn fonde la psiche e le emozioni umane ad una natura a tratti artificiale composta da assemblaggi di più materiali che alla freddezza della plastica combina le piante, i polimeri e i minerali, filtrando attraverso un punto di vista artificiale, l’autenticità delle superfici raffigurate. Questa fusione alchemica dei materiali dona ai dipinti un carattere irreale che pervade le opere, creando una progressione di universi visionari che esplorano l’inconscio e il misterioso.

Georg Herold è uno dei più importanti artisti tedeschi del XX secolo, le sue opere sfidano il visitatore giocando con le sue aspettative, svincolano infatti i materiali dalle funzioni usuali, alienandoli e reinventandoli secondo nuove identità che utilizzano una vasta gamma di materiali come mattoni, bottiglie, listelli di legno, caviale e nylon, per creare sculture o quadri dissacranti e ironici. La mostra accoglierà le monumentali sculture in bronzo e i dipinti con il caviale, una sostanza che è allo stesso tempo preziosa e degradabile, lusso e mortalità a confronto, incarnando così la lotta fra il creatore dell’opera e la sua creazione, fra l’impulso che genera il desiderio e la sua soddisfazione.

Un sottile equilibrio unisce grezzo e raffinato nelle tele seducenti e intime di Katja Seib, le scene quotidiane si protendono oltre la tela appiattita che sembra strabordare di dettagli che scivolano lungo la cornice, lasciando trapelare i contorni di corpi accennati e misteriosi. I racconti pittorici suggeriscono con un velo ironico le infinite sfaccettature delle figure umane, che nelle sue opere convivono in un mondo ovattato e onirico capace di trascrivere le più profonde emozioni, personali e universali.

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