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Mollo tutto e vado a vivere all’estero

La società globale e la concezione di spostamento e di trasporto sono cambiati radicalmente nell’arco di pochi decenni, e se prima visitare un Paese estero poteva rappresentare una sfida ardua da superare, sia economicamente sia fisicamente, al giorno d’oggi entrambi i possibili ostacoli non rappresentano più un problema.

Che sia la sempre più preoccupante disoccupazione giovanile che impervia in Italia, o la necessità di cercare nuove opportunità di lavoro o di formazione, di migliorare e ampliare le proprie esperienze di vita o semplicemente cambiare la propria quotidianità, almeno una volta nella vita sarà passato a tutti in mente di mollare tutto e trasferirsi in una nazione estera per cominciare una nuova avventura.

In particolare negli ultimi anni numerosi sono gli italiani che si sono trasferiti negli Stati principalmente europei in cerca di fortuna e di opportunità lavorative per migliorare la propria situazione economica e culturale, e sebbene non tutto ciò che riguarda l’estero può essere ritenuto positivo o accostato alla figura mitologica dell’El Dorado, sicuramente alcuni Paesi offrono quell’incentivo in più per migliorare lo stato della propria vita.

Se salire su un aereo e arrivare in una città straniera è diventata ormai una routine facilmente praticabile a basso costo, non si può dire la stessa cosa del trasferirsi per più mesi in un posto lontano da casa magari senza un progetto ben preciso.

E’ dunque importante saper valutare con attenzione, ed è quello che faremo, valutando tutte le opzioni che si possono avere ancor prima di mettersi in viaggio, tenendo ben presente pochi obiettivi come il lavoro che si vuole conquistare, la formazione a cui si aspira e ciò di cui si ha bisogno per poter trasferirsi con relativa tranquillità in un Paese che non è il proprio.

Primi passi per trasferirsi all’estero

Avere il buon proposito di trasferirsi all’estero alla ricerca magari di un lavoro più appagante e remunerativo o di un cambio radicale della propria vita è una cosa di un attimo, ma arrivare fisicamente in uno Stato che non si conosce e iniziare a muovere i primi passi con tranquillità potrebbe non essere così immediato.

Se da un punto di vista burocratico ormai viaggiare attraverso gli Stati europei non richiede più alcun documento particolare, è bene in qualsiasi caso fare richiesta per il rilascio di un passaporto e controllare che tutti i propri documenti siano in regola. Avere già in mente una meta verso la quale muoversi è sicuramente un vantaggio, soprattutto se si guarda poco lontano dall’Italia ai Paesi vicini e ormai conosciuti come la Germania, la Francia, l’Inghilterra, per i quali è più facile sicuramente trovare un volo economico ma è consigliabile comunque organizzarsi qualche settimana prima se non qualche mese prima per ridurre sensibilmente i costi di trasporto. Inoltre avere una carta di credito che faccia parte di un circuito internazionale riconosciuto dalla maggior parte dei negozi è un elemento imprescindibile per la buona riuscita del viaggio, oltre che cercare una sistemazione provvisoria che potrebbe essere un discreto monolocale cercato su Airbnb o più economicamente una casa condivisa con altri lavoratori o studenti.

Tutti questi accorgimenti potrebbero sembrare quasi banali e ovvi, ma potrebbero fare sicuramente la differenza e chiarirvi le idee mentre la vostra immaginazione galoppa già verso il vostro futuro da italiano emigrato.

Aprirsi al mercato del lavoro estero

Una delle motivazioni sicuramente più comuni fra le persone che vogliono trasferirsi all’estero è la ricerca di un lavoro o il miglioramento della propria carriera già avviata in Italia ma arrivata ad un punto morto.

Sebbene molte siano le leggende sulla facilità del trovare lavoro all’estero, in realtà se non si hanno specifiche competenze e non si ha la capacità di vendersi bene agli occhi del futuro datore di lavoro, gli unici posti a cui è possibile ambire soprattutto per noi italiani e con una minima conoscenza dell’inglese sono quelli che riguardano l’ambito della ristorazione, nel quale probabilmente gli altri emigrati spagnoli, greci e di altre nazionalità potrebbero risultare meno avvantaggiati.

Difatti se non si ambisce a un lavoro di questo genere, è bene informarsi nel proprio campo di studio o di competenze, quali siano le possibili certificazioni richieste per tentare di portare a termine un ottimo colloquio con il proprio datore di lavoro, a partire dalle tante certificazioni di lingua che molto spesso possono fare la differenza rispetto ad altri candidati.

Tralasciando le qualifiche linguistiche o le esperienze pregresse in determinati settori del mondo del lavoro, è importante se non fondamentale sapersi porre umilmente ma con sicurezza con le persone che contattiamo per cercare lavoro, oltre che partire con la convinzione che nel primo periodo bisognerà abituarsi e accontentarsi non solo dell’abitazione modesta ma anche delle condizioni di lavoro a cui si potrebbe essere sottoposti.

Andare a vivere all’estero: scelta obbligata o futuro ripensamento?

Le prospettive che spesso ci vengono raccontate sulla vita all’estero e sulla situazione lavorativa molto differente rispetto all’Italia, sicuramente rappresentano uno stimolo per tutti a trasferirsi in un Paese straniero magari tralasciando alcuni aspetti importanti che dal racconto di altri italiani emigrati potrebbero omettere.

Non c’è dubbio che alcuni Paesi europei così come quelli extraeuropei rappresentino un’ottima opportunità sia dal punto di vista lavorativo che formativo per ciò che potrebbe offrire economicamente e dal punto di vista meritocratico e delle capacità, e non è certamente da sottovalutare il valore aggiunto che anche un’esperienza temporanea all’estero potrebbe aggiungere al proprio background culturale.

D’altro canto diversi sono gli aspetti critici che potrebbero presentarsi una volta giunti all’estero, fra cui sicuramente la sofferenza dovuta alla lontananza dalla propria famiglia e dai propri amici nonché dalle abitudini che ormai facevano parte di una vita quotidiana collaudata da tempo. Non è da sottovalutare neanche il periodo di ambientazione alla nuova città nonché alla socializzazione con altre persone del posto soprattutto se non si è una persona espansiva e comunicatrice.

Al di là di queste considerazioni personali che ciascuno di voi potrà fare proprie, trasferirsi all’estero temporaneamente o stabilmente rappresenta sicuramente un’occasione da non farsi sfuggire per ampliare le proprie esperienze di vita tralasciando tutte le motivazioni di carattere economico e lavorativo e godendosi la diversità e la multiculturalità che il nostro mondo è in grado di offrirci.

 

Giusy Pirosa

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi, in grado di portare a termine importanti affari. Riesce a mantenere sempre l'autocontrollo grazie alla sua diplomazia e charme.

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