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American Horror Story – Roanoke, 6×08: sopravvivenza

E’ una battaglia dura e sanguinolenta: chi rimarrà vivo alla fine di tutto? Quante vittime la casa e la ninfa demoniaca porteranno via con sé? “Chapter 8” confonde e non aiuta a comprendere fino a che punto vita e morte siano intercambiabili nella casa maledetta di American Horror Story – Roanoke.

Questa è una puntata estremamente splatter e disturbata. Corredata dalle stupende battute inglesi di Audry (Sarah Paulson) senza dubbio, ma non per questo meno truce da vedere. In quello che è essenzialmente un episodio filler con morti ed uccisioni danno il loro addio alla vita anche due dei maggiori candidati al ruolo di “sopravvissuto”: Shelby, che si taglia la gola per i sensi di colpa dopo aver ucciso il marito (ed aver avuto per l’ennesima volta una caviglia fracassata, N.d.R.) e Dominic, lasciato in pasto all’uomo maiale da parte di una Lee davvero stanca di avere a che fare con morti, uccisioni e mostri primordiali. Soprattutto dopo aver assunto il ruolo di pasto per la famiglia Polk.

Un nucleo, tra l’altro, decimato proprio dalle due donne nella loro fuga verso la casa maledetta: e dire che non si sia provata ampia soddisfazione per questo sarebbe ipocrita. A soli due episodi dalla fine della stagione quel che rimane sono essenzialmente ansia, trepidazione di capire chi si salverà e soprattutto un gigante “Cosa sto vedendo? Capirò mai qualcosa?” che si ripropone nella testa come una colorata scritta al neon.  Se l’intento era quello di confondere prima del gran finale, gli autori di American Horror Story Roanoke ci sono perfettamente riusciti.

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