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Beth Ditto: da rockstar a designer plus-size Made in the U.S.A.

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Non è stata una grossa sorpresa quando Beth Ditto, frontwoman dei Gossip, lo scorso febbraio ha annunciato l’uscita della sua collezione di vestiti. La cantante aveva già collaborato con stilisti del calibro di Jean Paul Gaultier e Marc Jacobs. Se con il primo la collaborazione aveva prodotto una T-shirt con la stampa di un bustino e con allacciatura originale sul dietro della maglia, per il secondo ha persino calcato la passerella.

Mary Beth Patterson (aka Beth Ditto) è nata in Arkansans (U.S.A.) il 19 febbraio 1981, quarta figlia di una famiglia di sette. Ha iniziato a cantare con il gruppo indie rock Gossip fin dalla loro nascita nel 1999. Apertamente lesbica (e sposata da luglio 2013) è portavoce sia della comunità LGBT che per la causa femminista. Nel 2009 appare senza veli per il primo numero della rivista inglese Love, ma è stata anche usata spesso per diversi editoriali.

L’idea di creare una collezione oversize completamente fabbricata negli Stati Uniti è stata una scelta ponderata nel tempo. La rocker aveva già collaborato con l’azienda britannica Evans creando capsule per la loro linea plus-size, finita dopo due collezioni (2009 e 2010) perché sentiva di dover fare troppi compromessi. Questo è stato uno dei motivi che ha spinto Beth Ditto a diventare designer della propria collezione: la voglia di creare dei capi che durassero nel tempo, senza compromessi e completamente realizzati negli States. Tutto per dare la possibilità a chi indossa dalla taglia 50/52 alla 62/64 di avere degli ottimi capi realizzati da chi come loro spesso si è sentita di non poter godere di ottimi capi “alla moda”.

Dopo l’ottima risposta alla prima collezione, l’ex cantante ha appena lanciato la sua seconda linea. Ritorna sullo stile di quella dello scorso anno: comprende gonne, pantaloni, vestiti e maglie, tutto adatto a chi ha un corpo più voluminoso ma mai a coprirne le curve. Un’altra particolarità è il fatto di aver introdotto grosse stampe, storicamente meno usate per vestiti in queste taglie, proprio per creare un nuovo precedente in questo mondo e far realizzare che ogni persona dovrebbe indossare quello che più le piace.

La campagna promozionale, scattata da Hanna Moon e con la direzione creativa di Charles Jeffrey, ha usato quasi interamente ragazze trovate su Instagram e non delle modelle. La motivazione è stata per la voglia di non canonizzare una sola bellezza standard nell’ambito dell’oversize, senza mettere dei pali a come debbano essere queste modelle. Se il feedback continuerà ad essere positivo, ci dovremo aspettare sicuramente nuove collezioni.

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