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Intervista a Dario Argento: “Ho un doppio carattere che conosco ancora poco bene!”

Durante la penultima giornata del Trieste Science+Fiction Festival è intervenuto anche il regista Dario Argento, presente per presentare Zombi di George Romero restaurato in 4K.

Durante l’incontro con la stampa, Dario Argento ha parlato soprattutto dei suoi progetti futuri.

Ci può parlare dei suoi progetti che stanno arrivando al cinema in versione restaurata?

Sono innanzitutto molto contento per Zombi. Con Romero abbiamo uno stretto rapporto di amicizia ancora oggi, quindi sono stato molto felice di presentarlo ai vari festival, come ad esempio a Venezia. Mi ricordo che ai tempi venne sottoposto anche ad una pesante censura. Per Suspiria l’entusiasmo è ovvio, dato che è il mio film più conosciuto all’estero.

Cosa ne pensa del progetto di Luca Guadagnino, che inizierà a breve a girarne il remake?

Non ne so niente. Sono stato invitato a vedere come si svolge il progetto. Ammetto che sarò uno spettatore silenzioso. Credo sia un operazione soprattutto commerciale, un po’ inutile.

Uscirà anche la versione restaurata di 4 mosche di velluto grigio.

Sì. Film che amo molto che tra l’altro ho anche sentito sulla mia pelle. Mentre lo giravo mi sono reso conto che era molto autobiografico.

Molto spesso, anche per il suo interesse alla psicanalisi, ha detto di avere un doppio carattere.

Sì. In realtà non lo conosco nemmeno bene! Lui è quello che gira film, il lato artistico. Io quello della vita di tutti i giorni. Ogni tanto ci incrociamo.

Si dice che sta rivalutando Gatto a 9 code.

Rivalutando è una parola grossa. Continuo a non amarlo come film. Mentre lo giravo ero soddisfatto, poi mi sono reso conto che era troppo “americaneggiante”.

Ci può parlare dei suo progetto di girare serie tv in America, e di come sta andando il progetto di Sandman.

La serie tv sarà ispirata al libro Suspiria Profundis. Il protagonista sarà l’autore stesso,  in una Londra del 1840. Avrà un lato artistico ma anche uno molto storico. Come progetto ha una lunga scadenza, saranno 12 episodi ed io avrò sicuramente la regia di due di essi, ma dovrò rimanere in zona per seguire la cosa. Per Sandman in realtà sarebbe tutto pronto. Il problema principale è dove girarlo. Abbiamo molti produttori ed ognuno di loro vorrebbe portarlo nella sua zona. Ho tante cose in ballo da far girare la testa. Toglierà tempo alla lirica…

Alla lirica?

Sì, mi sono avvicinato molto alla lirica. Ipoteticamente parlando, novembre prossimo dovrei riuscire a portare al teatro di Genova Giro di vite di Benjamin Britten.

Cosa ne pensa dei film di genere italiani come Lo chiamavano Jeeg Robot o Suburra?

Non condivido la definizione di “cinema di genere” la trovo dispersiva, uno non sa mai cosa vuol dire. Comunque, Lo chiamavano Jeeg Robot l’ho trovato molto interessante, soprattutto a livello di regia.

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