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Virtual Revolution: tripudio di effetti speciali che salvano una storia già vista

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Al Trieste Science+Fiction Festival è stato presentato Virtual Revolution, di Guy Roger Duvert.

Siamo in un futuro prossimo, in cui le maggiori potenze sono dominate da multinazionali che vendono realtà virtuali.

In queste seconde vite fittizie, ognuno di noi può vivere come ha sempre voluto, anche cambiando aspetto e sesso.

La maggior parte della popolazione ha lasciato i bisogni della vita reale per condurre una vita perennemente connessa ai mondi immaginari.

In mezzo a questo futuro inquietantemente plausibile si aggira Nash, cinico e disilluso detective privato, che deve far fronte a un complotto molto più grande di lui.

La prima cosa che colpisce di Virtual Revolution è la cura al dettaglio. Difficilmente troviamo piccole produzioni con una tale potenza visiva: infatti gli effetti speciali non hanno niente da invidiare a quelli dei grandi blockbuster.

Sono proprio gli effetti speciali a salvare dallo “scontato” questo film. La storia è già vista, ed anche se viene tenuta su da una buona recitazione, non impedisce al pubblico di rivedere fin troppo di Blade Runner in un tributo quasi eccessivo.

In ogni caso, Virtual Revolution con la sua tenacità visiva rimane un film consigliabile a tutti gli amanti del genere cyberpunk e fantascientifico, anche solo per il messaggio morale intrinseco del film.

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