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Un Oscar alla carriera per Jackie Chan

Se esiste un ibrido tra cinema muto, gag e tecniche di kung-fu quello è Jackie Chan.

Dal bellissimo Drunken Master, successo assoluto che lo consacra a star del cinema orientale, passando per la regia e infine al mercato americano.

Nato il 7 aprile del 1954, di umili origini, Jackie Chan studia fin da piccolissimo arti acrobatiche:  danza, canto e arti marziali. Si fa notare dagli imprenditori cinematografici cinesi iniziando la sua carriera come stuntman. Ma è solo nel 1978 che definisce quel suo stile così strano, tra il serio e il faceto, nel film Il serpente all’ombra dell’aquila. Negli anni ’90 sfonda nel mercato americano con Terremoto nel Bronx, dopo anni di tentativi. Da quel momento in poi è un susseguirsi di film negli Stati Uniti. Jackie Chan è un attore incredibilmente prolifico, vanta più di un centinaio di titoli nella sua filmografia, costellata, sempre, da incidenti più o meno gravi in qualità del suo retaggio da stuntman. I suoi film, lungo gli anni,  diventati famosi per quella che è stata definita “violenza pulita”, sono sempre stati rivolti ai giovani.

Dopo 56 anni nell’industria cinematografica, dopo così tante ossa rotte, finalmente”. Sono state queste le parole di Jackie quando ha ritirato l’Oscar onorario alla carriera. La cerimonia si è svolta sabato notte, davanti a una platea di star tra cui l’amico Sylvester Stallone, Nicole Kidman e molti altri. Tom Hanks ha presentato l’attore sul palco definendolo “Chantastic”. Finalmente quindi un Oscar alla perfetta fusione tra lo spirito da charlot e Bruce Lee.

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