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Bob Dylan: la poesia del rock che diventa Premio Nobel

Bob Dylan

Da poco insignito del Nobel per la Letteratura per “aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della tradizione della grande canzone americana”, Bob Dylan ha contribuito a dare una svolta nello sviluppo del rock e della cultura in genere nel mondo. Le sue canzoni sono state per lui un mezzo per diffondere messaggi pacifisti e di sostegno nella causa dei diritti umani. Nato nel 1941 a Duluth in Minnesota da una famiglia di origini ebraiche, Bob Dylan alias Robert Allen Zimmermann sin da giovane manifesta una sviscerata passione per la musica rurale americana, country e blues, e per il rock’n’roll che stava emergendo. Cattura l’interesse del pubblico con The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), un album che contiene brani divenuti emblemi per le generazioni, come Blowin’ in the wind, Masters of war e A hard rain’s a-gonna fall, in cui si avvertono i disagi della guerra fredda e del conflitto del Vietnam.

Dalla musica di protesta alla conversione spirituale

Con le sue canzoni il cantautore esprime la solidarietà e l’impegno per la causa dei diritti civili, e a testimoniarlo, oltre a brani come The times they are a-Changin’, è anche l’appoggio che dà alla cantautrice e attivista Joan Baez. Sul finire degli anni ’60 le note cambiano e da cantautore politico come viene definito in quegli anni infonde un approccio poetico alle sue canzoni, come dimostrano Another side of Bob Dylan (1964), e Bringing it all back home (1965). Ha inizio un nuovo filone musicale per Dylan che propone brani in cui rock’n’roll, poesia e humor si mescolano dando vita a Highway 61 revisited (1965), e Blonde on Blonde (1966), primo doppio album della storia del rock.

Il verso poetico inconfondibile nelle sue canzoni

Dopo un incidente stradale che ha segnato la vita del cantante nel 1966, i brani di Dylan mostrano una visione più spirituale, come rivela John Wesley Harding (1967), per lasciare posto ad una nuova ripresa del country rock nel 1970 con New Morning e nel 1974 con Blood on the Tracks. Nel corso della sua carriera Bob Dylan è passato dall’epoca della protesta ad un nuovo linguaggio ricco di riferimenti letterari senza perdere di vista la poesia: proprio questo particolare ha l’attenzione del grande pubblico che lo ha consacrato come uno dei narratori di spicco del Novecento.

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