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Buoni propositi del 2017, sono davvero necessari?

Ovunque, sui social network e nella vita reale, le persone intendono l’inizio dell’anno come il momento in cui compilare la lista delle cose da fare. Nella maggior parte dei casi si tratta di qualcosa che si vuole migliorare, in altri sono i desideri. Ma serve davvero appuntare questi pensieri?

I buoni propositi non sono altro che delle aspettative che la gente si pone come obiettivo da rispettare. E se questo non rappresenta un impedimento alla quiete per chi ha un carattere equilibrato, per coloro che già soffrono di depressione o di ansia, nella maggior parte dei casi il fare una lista di ciò che si dovrebbe raggiungere nei successivi 365 giorni può portare ad un peggioramento del proprio stato mentale. Cosa è importante ricordare quando si inizia un nuovo anno? Si può voltare pagina. Questo significa doversi struggere per raggiungere qualcosa che non sia alla propria portata? No assolutamente, a meno che non si voglia vivere nella costante ansia di non riuscire e con la paura di essere un fallimento.

Quello dei buoni propositi in alcuni casi diventa un atteggiamento passivo aggressivo che le persone hanno nei propri confronti. Piuttosto che listare tutto ciò che si “deve” raggiungere, non è meglio proporre a se stessi dei piccoli cambiamenti che semplicemente possano condurre ad essere delle persone migliori? L’unico vero buon proposito del 2017 accettabile? Quello di imparare ad amare un po’ di più se stessi e gli altri: sono i sentimenti e l’autostima a rendere tutti una versione più utile e funzionale di quel che si era prima.

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