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La donna: da musa a grande protagonista dell’arte

La donna, unico e grande veicolo di vita, scrigno inafferrabile di bellezza e nel contempo di libertà, è da sempre la protagonista assoluta e indiscussa della storia dell’arte.

Il principio femminile, che ha abbracciato tutte le culture, accompagnando l’uomo attraverso le epoche alla scoperta dei codici rappresentativi diversi che via via hanno cercato di rappresentare il fascino e il mito dell’eterno femminino, ha visto l’iconografia femminile partire dagli archetipi della primordiale Grande Madre, principio di fertilità e vita, alla ieratica sacralità del Medioevo fino alla bellezza idealizzata del Rinascimento, che racchiudeva ogni principio rappresentativo nella grazia e nell’armonia delle forme delle grandi e avvenenti Veneri, da Botticelli, a Tiziano fino a Giorgione.

La donna ha però nei secoli lottato, portando avanti una battaglia trasversale che mirava a sradicare questo mito della donna-musa, e imponendosi non solo come genitrice e portavoce di bellezza, ma anche come parte integrante dello sviluppo culturale e artistico, ha impiegato l’intuizione come strumento di creatività, riuscendo vittoriosa a rompere ogni convenzione e iconoclastia, fronteggiando gli ostacoli discriminatori che, fino alla metà del XX secolo hanno oscurato qualsiasi percorso professionale o formazione nel campo intellettuale e in particolar modo delle arti.

Nel tempo dunque il ruolo della donna è divenuto sempre più rilevante, e numerose sono state le figure di spicco femminili che hanno apportato dei notevoli contributi all’arte mondiale, molte delle quali purtroppo ancora oggi risultano sconosciute ai più.

E’ il caso di Sofonisba Anguissola, artista cremonese, che in poco tempo divenne una delle prime esponenti della pittura europea, di famiglia nobile, come suggerito dagli umanisti del tempo, studiò la letteratura, la musica, e la pittura, prediligendo la ritrattistica che, con descrittiva minuzia, trasformò quasi in pittura di genere. Prese parte come figura di spicco alla vita artistica delle corti italiane di metà Cinquecento, divenendo in seguito la ritrattista della famiglia reale spagnola fino al 1568, raggiungendo così una grandissima fama e un’elevata ammirazione da parte dei pittori a lei contemporanei, tra i quali il celebre Antoon van Dyck, suo successore alla corte spagnola.

Sofonisba Anguissola
Sofonisba Anguissola

La forte passione e il vigore descrittivo che emergono nelle forme e nei panneggi delle tele di Artemisia Gentileschi, sottolineano la forza e il grande desiderio di riscatto dell’artista caravaggesca che nel 1616 divenne la prima donna a godere del privilegio di entrare a far parte dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, rivendicando la libertà e l’emancipazione femminile e testimoniando la piena coscienza del proprio talento artistico. Seguendo la scia di Artemisia, Angelika Kauffmann, artista svizzera nata nel 1741, rappresenta una delle personalità che hanno maggiormente influenzato l’arte del 18esimo secolo, dopo la formazione in Italia e in Austria, la ragazza prodigio si trasferì a Londra dove fu apprezzata e amata sia per le doti ritrattistiche che per quelle intellettuali, figurando come unica donna fra i fondatori della Royal Academy of Arts.

Un’emancipazione femminile che si affermò pienamente soltanto nei primi anni del Novecento, con una donna viaggiatrice e colta, che divenne cittadina del mondo, seducente e trasgressiva come Tamara de Lempicka, e le sue composizioni geometriche traboccanti di femminilità, o come la pioniera del modernismo americano: Georgia O’Keeffe, sposa del grande fotografo Alfred Stieglitz che la ritrasse in oltre 500 scatti, che con le sue infiorescenze dalla potente carica erotica, anticipò il Fotorealismo, ritagliandosi un posto importante nella storia della pittura moderna.

La prosa pittorica svincolata dalle convenzioni narrative e di genere, tanto cara ai surrealisti, è quanto più si avvicina alla definizione dell’arte di Claude Cahun, pittrice, scrittrice e fotografa militante nella resistenza francese, che amava sfuggire a qualsiasi categoria anche quelle sessuali, perché Maschile? Femminile? Dipendeva dai casi. Amava farsi riprendere dalla macchina fotografica come un’identità effimera e multiforme, una vera e propria anticipatrice di quel femminismo postmoderno, che in Cindy Sherman, o in Francesca Woodman ha rivelato l’emblema di coraggio e sensibilità creativa.

Artemisia
Artemisia Gentileschi
Angelika Kauffmann
Angelika Kauffmann
de-lempicka
Tamara de Lempicka 
Georgia
Georgia O’Keeffe 
Claude Cahun
Claude Cahun 
CindySherman
Cindy Sherman

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