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Genitori-nonni privati della figlia: diritto negato?

Gabriella Carsano e Luigi Deambrosis, i due genitori “nonni” di Casale Monferrato, hanno visto confermare definitivamente l’adottabilità della figlia affidata anni fa ad un’altra famiglia: è stata la Corte d’appello di Torino a confermare la negazione del diritto di crescita della bambina ai due.

7 minuti spesi a prendere un biberon in casa lasciando la piccola all’interno dell’auto sono costati moltissimo alla coppia piemontese, accusata di abbandono di minore e privata della gioia di poter crescere la figlia tanto voluta. Tutto inizia nel 2010 quando grazie alla fecondazione eterologa Gabriella e Luigi diventano genitori. Passano solo poche settimane e i vicini di casa denunciano quest’ultimo: l’uomo viene rinviato a giudizio e pienamente assolto alcuni anni dopo per il reato di abbandono mentre la piccola, invece di poter vivere con i genitori, è costretta a passare buona parte della sua infanzia tra affidi e istituti. Solo nel 2015 è arrivata infatti  l’adozione definitiva della bambina da parte di una famiglia. In questi giorni la Corte d’appello di Torino, chiamata nuovamente in causa dopo che la sentenza di Cassazione aveva riaperto il caso, ha confermato la sua posizione ribadendo l’adottabilità della bambina.

Reato di anzianità?

Massimo Gramellini, commentando il caso sul Corriere della Sera,  ha parlato di “reato di anzianità” dei due coniugi, sottolineando non troppo velatamente come la società tenda a giudicare in maniera bigotta quelle persone che decidono di avere un figlio a tutti i costi anche in età avanzata; mentre Repubblica ha controbattuto con la testimonianza di Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minori di Roma conosciuta per il suo progressismo, la quale fa intuire che la problematica nel caso specifico non sia l’età ma la coppia stessa. Dal loro canto, esperti come lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet sottolinea che un bambino possa crescere senza alcun problema con dei genitori “anziani”: in fin dei conti non è ciò che succede sempre quando i genitori lavorano e non possono accudirli pienamente ed i piccoli rimangono con i nonni?

Limite tra garantismo e giudizio ingiusto

E’ importante ricordare, senza tentare di schierarsi, che di solito quando si arriva alla “definizione di inadeguatezza genitoriale assoluta” e nessuno dei famigliari viene considerato idoneo, vi siano sicuramente motivazioni alla base. La verità di un caso come quello di Gabriella Carsano e Luigi Deambrosis sta nelle carte riguardanti il dibattimento in prima istanza e in seconda nel punto di vista che si decide di usare per osservare la vicenda.

Vi sono nella documentazione relativa a questa coppia fattori e testimonianze che provano l’inadeguatezza della stessa di poter accudire un figlio a livello tecnico e materiale? Se la risposta è positiva non si può che plaudire una simile sentenza. Se invece, come sembra intuibile anche dall’atteggiamento della stampa, ad avere avuto maggiore peso inizialmente nell’agire siano state l’età della coppia ed il fatto che abbia deciso di sottoporsi ad un trattamento di fecondazione eterologa all’estero in un momento in cui in Italia non era ancora consentito, la questione è ben diversa.

Perché, fermo restando che al primo posto debba venire il bene dei più piccoli, non si può indiscriminatamente distruggere un nucleo famigliare con una denuncia  se si ha solo l’indecenza di non sopportare che non si viva più nel Medioevo. La domanda che non si può fare a meno di porsi è una: possono davvero 7 minuti giustificare tutto ciò che è successo negli anni?

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