Antonino Cannavacciuolo: chef duro stellare

Antonino Cannavacciuolo: chef duro e stellare

Antonino Cannavacciuolo è un misto di allegria, costanza, istinto e quel pizzico di irascibilità che tanto fa cuoco televisivo in questi ultimi anni: ma nonostante il suo personaggio lo chef rimane, al pari dei suoi compagni di avventura a Masterchef, uno dei maggiori esperti di cucina sul territorio.

Se la gavetta sembra essere stata dura per molti cuochi, quella di Antonino Cannavacciuolo supera davvero ogni limite: entrato per la prima volta in cucina a 13 anni ha iniziato dal posto più basso della catena culinaria, passando dalle 800 uova aperte e sbattute al giorno fino al disossare interi prosciutti per preparare i canapè. Talvolta per la fatica il ragazzo di un tempo arrivava addirittura ad avere la febbre, ma più volte ha raccontato che per quanto tale esperienza sia stata da incubo per certi versi, per altri lo ha aiutato a forgiare il carattere e a darsi da fare per raggiungere l’obiettivo voluto.

Lo chef Cannavacciuolo non ha dubbi: se ci si impegna si può raggiungere qualsiasi risultato. Ed è qualcosa che ha imparato direttamente sulla propria pelle attraverso i vari lavori che lo hanno portato a raggiungere la posizione nella quale si trova adesso. Non ha mai subito sconti, né ne ha chiesti, ma ha sempre tentato di imparare dai propri mentori, sperimentando al fine di trovare una sua strada. Anche durante il corso del servizio militare si è distinto per le sue doti di cuoco e non di rado nelle interviste ricorda con affetto anche quel periodo: addirittura gli ufficiali venivano a mangiare nella mensa dove lavorava in brigata.

Antonino Cannavacciuolo è uno degli chef attualmente più amati in Italia, anche se i suoi tempi televisivi non sono ancora giusti e parla (forse) un po’ troppo napoletano per essere compreso da chi di quella terra stupenda non lo conosce bene. Ma le sue pacche sulla schiena divertono e spaventano il pubblico ed il suo modo di guidare i cuochi, un mix tra dolcezza e fermezza davanti ai fornelli, affascinano chi si avvicina alla cucina attraverso lo schermo di una televisione. Guardarlo cucinare ha dell’incredibile: vedere quelle grandi mani gestire ingredienti leggeri e delicati come fossero una gemma preziosa da proteggere non manca mai di stupire ed affascinare.

Su una cosa lo chef Cannavacciuolo è irremovibile: i giovani di oggi che si affacciano alla cucina hanno bisogno di sporcarsi le mani e lavorare duro, come hanno fatto buona parte degli aspiranti cuochi della sua generazione. Coloro che si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato sono stati in grado di ottenere ottimi risultati: stelle Michelin, gestione di cucine importanti, lancio di vere e proprie tendenze. Al contrario di chi prese a suo tempo la cucina come un gioco.

E per ciò che riguarda la vita privata di Antonino Cannavacciuolo, la famiglia è ciò che di più importante ed irrinunciabile possa esistere, nonostante i libri scritti, i locali aperti e le stelle Michelin vinte. Essa è il fondamento di tutto ciò che ha importanza nella vita e secondo lo chef, qualcosa che è indivisibile da lui.

Andate da lui, a Villa Crespi sul Lago d’Orta, un piccolo paradiso che tutti meritano di vivere almeno una volta, ovviamente assaggiando i suoi menù e se avete fortuna potete incontrarlo di persona.

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