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Mostro di Firenze, mistero italiano

Gli omicidi del “Mostro di Firenze” hanno tenuto per decenni l’Italia e in particolare le campagne toscane in una morsa di paura e timore: a quasi 50 anni dal primo delitto, la serie di uccisioni continua a rimanere il mistero italiano più confuso ed impenetrabile.

Sebbene infatti abbia in Pietro Pacciani, Mario Vanni, Giancarlo Locci e Fernando Pucci i potenziali assassini “riconosciuti“, è impossibile ancora oggi affermare con certezza che le 16 vittime siano state aggredite e private della vita dai suddetti imputati. Il primo delitto, quello del 1968 ai danni di Antonio Lo Bianco e Barbara Locci che vide tra le altre cose la sopravvivenza del figlio della donna (presente al momento delle uccisioni sul sedile posteriore dell’auto della coppia, N.d.R.), è stato collegato ai successivi semplicemente per via dell’arma: essa è infatti la stessa utilizzata per tutti gli altri omicidi del mostro. Per le prime due vittime fu condannato a 14 anni di carcere il marito della donna Stefano Mele.

Sadismo sessuale e nuova serie di delitti

E’ il 14 settembre del 1974 che si può idealmente considerare come vera data di inizio per gli omicidi del Mostro di Firenze: la morte di Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini è la prima della serie ad apparire maniacale e a mostrare la base di quella che si è poi palesata come un’escalation di crudeltà fermatasi solo con l’ultimo omicidio, quello ai danni della coppia francese Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot. Un lembo proveniente dal seno mutilato della donna venne infatti spedito al procuratore che allora si occupava delle indagini. Nello specifico, compreso il delitto del 1968 ecco la serie degli omicidi attribuiti al “Mostro di Firenze”:

  • 21 agosto 1968:  Antonio Lo Bianco e Barbara Locci, Signa
  • 14 settembre 1974: Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini, Borgo San Lorenzo
  •  6 giugno 1981: Giovanni Foggi e Carmela De Nuccio, Scandicci
  • 22 ottobre 1981: Stefano Baldi e Susanna Cambi, Calenzano
  • 19 giugno 1982: Paolo Mainardi e Antonella Migliorini, Baccaiano
  • 9 settembre 1983: Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch, Giogoli
  • 29 luglio 1984: Claudio Stefanacci e Pia Rontini, Vicchio
  • 7 – 8 settembre 1985: Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, Scopeti

Non vi è dubbio, negli inquirenti, che dal 1974 al 1985 la mano dietro alle uccisioni sia stata la stessa: ciò che non è mai stato possibile provare è stata l’assoluta certezza dell’identità dell’assassino. Diverse vittime di sesso femminile lamentarono con famigliari ed amici di essere state seguite da un uomo che le aveva messe a disagio prima della morte: è concepibile ipotizzare che si possa esser trattato del serial killer.

Pacciani, compagni di merende o serial killer sconosciuto?

Per quanto Pietro Pacciani fosse un uomo riprovevole, già omicida in gioventù e stupratore delle proprie figlie e gli altri co-imputati allo stesso modo fossero persone poco raccomandabili, sembra poco probabile che possano essere effettivamente gli autori di tutti i delitti. Sono state molte negli anni le piste prese in considerazione, tra cui quella di una sorta di mercenarismo con mandanti esoterici: la strada meno battuta dagli inquirenti, assurdamente, è quella del serial killer iposessuale tracciata dal dipartimento di analisi comportamentale dell’FBI.

Purtroppo non si può non arrivare a pensare, una volta lette le carte ed essersi informati sulla storia del Mostro di Firenze, che lo stesso abbia dormito sogni tranquilli fino alla sua (ipotetica) morte, lasciando tutte queste persone senza che giustizia fosse stata effettivamente fatta.

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