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Katy Perry, metamorfosi di un’artista

Per Katy Perry il 2017 è stato l’anno della metamorfosi: l’artista ha sempre proposto cose differenti a livello musicale ma mai come in questi ultimi mesi è stato possibile verificare come stia proponendo uno stile del tutto diverso, che non coinvolge solo la sua arte ma lei stessa in prima persona.

E non si tratta semplicemente del colore dei capelli: la giovane è stata in grado negli anni di provare quasi tutti i colori dello spettro visibile all’uomo. E’ il pixie cut che propone un taglio netto con l’immagine del suo passato a fare la differenza regalandole una certa maturità senza rinunciare ai suoi guizzi di sana follia. E per quanto possa piacere o meno si tratta di qualcosa che sarà possibile percepire anche nel suo nuovo album: una voglia di sperimentare nuova, che parte da dentro e che non dà peso eccessivo alle critiche di chi sostiene che il suo stile sia irriconoscibile. Per quanto alcune scelte musicali possano essere discutibili, è altrettanto innegabile che arrivati a questo punto della sua carriera, Katy Perry aveva bisogno di cambiare per essere presa sul serio.

E questa metamorfosi è rappresentata in parte anche dal nuovo atteggiamento nei confronti di chi l’ha ferita e della “faida” aperta con Taylor Swift, la quale ha appreso come chi di canzone ferisce, di canzone perisce: a Bad Blood si contrappone ora la collaborazione di Katy Perry con Nicki Minaj in Swish Swish: un brano ballabile e dance al punto giusto che risponde per le rime ad una diatriba assurda condotta a colpi di potere. E chissà che questa nuova Katy piaccia di più.

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