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Francesco Totti, l’addio di una leggenda

Francesco Totti, dopo 25 anni, dice addio alla maglia della Roma e al campo di gioco ma non all’amore che la sua gente non si stanca mai di dimostrargli. La partita di ieri con il Genoa, l’ultima della sua carriera, ha lasciato i cuori pieni di orgoglio e gonfi di affetto. Perché l’ottavo re di Roma con il suo popolo ha sempre avuto un rapporto diretto e schietto ed il distacco, sebbene solo ideale, è qualcosa che lascerà il segno.

Solo amore dagli spalti è arrivato per Francesco Totti ieri: slogan appositamente creati e striscioni che rimarranno impressi nella storia della tifoseria lo hanno accompagnato per tutto il tempo che ha giocato in campo e per le decine di minuti passati a farsi abbracciare virtualmente, per l’ultima volta, dai suoi tifosi. Lui che tratteneva a stento le lacrime e le persone sugli spalti che non avevano timore a farsi vedere con gli occhi lucidi ed il volto rigato. Vicino a lui, nell’ultimo passaggio attorno allo stadio, tutta la sua famiglia: la moglie Ilary, alla quale si è dovuto appoggiare un paio di volte per farsi forza e i figli Cristian, Chanel ed Isabel che nei momenti in cui vedeva il padre triste lo riempiva di baci sul viso.

L’ultimo discorso di Francesco Totti ai suoi tifosi ed ai suoi compagni di squadra è stata una dichiarazione d’amore e di paure: “Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura.[…]Concedetemi un po’ di paura.”  Per lui, spiega, è come svegliarsi da un sogno e trovarsi a dover diventare adulto improvvisamente, appendendo calzoncini e scarpe al chiodo. “Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo“.

Dona amore il Capitano alla sua gente che glielo rimanda apertamente e rumorosamente, reso più forte da quelle lacrime di orgoglio che fanno dire “io c’ero, io ho amato quel giocatore e la sua squadra“. Perché con Totti la tifoseria ha avuto la possibilità di vincere un terzo scudetto, di vedere il suo giocatore “simbolo” alzare la Coppa ai Mondiali vinti nel 2006 e ne ha sostenuto la carriera sempre e comunque, quando forse anche lui in alcuni casi di lottare si era quasi stancato.

francesco totti maglia 2

Perché Francesco Totti è Roma: è la sua anima più vera e sensibile. E’ il ragazzino che da piccolo faceva il raccattapalle pur di entrare in un mondo come quello del calcio che, fin da subito, ha notato le sue doti e le ha fatte crescere. Fino all’esordio in Serie A del 28 marzo del 1993 a 16 anni, il punto dove il mito ha iniziato a costruirsi, partita dopo partita, in un percorso mai facile ma sempre pieno di emozioni e di voglia di fare e dare di più. Rimanere alla Roma e fedele al suo cuore non è costato poco al Capitano: molte squadre hanno tentato di conquistarlo, di portarlo via dai confini nazionali. Forse in quel caso il Pallone d’Oro sarebbe anche arrivato: ma come scambiare un premio da mettere in bacheca con il senso di appartenenza e l’amore continuo di una tifoseria che lo ha reso immortale? Perché non vi sono dubbi: finché la Roma esisterà Francesco Totti sarà leggenda.

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