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Gay Pride, una festa per i diritti di tutti

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Roma, oggi 10 giugno, sarà invasa da bandiere arcobaleno e persone pronte a riaffermare i propri diritti: il Gay Pride, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti e soprattutto quando non politicizzato, è la manifestazione per eccellenza per gridare con forza che l’amore è amore a prescindere dal genere di appartenenza.

Non è tanto per i colori e le manifestazioni vivaci che il Gay Pride dovrebbe essere pubblicizzato, sostenuto e partecipato, ma per l’atmosfera che si vive al suo interno. E’ una sensazione di appartenenza che si sente praticamente sottopelle e che porta a sentirsi realmente parte di una grande famiglia a prescindere dalle possibili divisioni che si possono sperimentare ogni giorno. La comunità LGBTQ non è esule da difetti ma è senza dubbio una delle più “combattute”: difficilmente i suoi membri non hanno subito pressioni od ostracismo. Talvolta esterno, altre volte addirittura dall’interno.

Questo, durante il Gay Pride, passa in secondo piano: e questo accade perché è il momento nel quale, ricordando le rivolte di Stonewall del 1969, si sente davvero il peso di una memoria che è tuttora rilevante. Perché sono ancora troppi i paesi nel quale essere omosessuale o amare una persona dello stesso sesso significa condannarsi a morte, perché la società nella sua ignoranza tende a cancellare i transgender e sessualità valide come la bisessualità, la pansessualità e l’asessualità. Amare non dovrebbe portare le persone a rischiare di essere malmenati e uccisi.

Il Pride è una manifestazione che serve per affermare il diritto di esistere e per dare supporto: è la migliore occasione per richiedere che i diritti basilari di ogni persona vengano rispettati senza che nessuno faccia passare il proprio odio come un’opinione. A Roma la parata parte oggi alle ore 15 da Piazza della Repubblica.

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