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Bambini dimenticati in auto e lasciati morire: genitori incapaci di essere genitori

Accade raramente, ma succede, che i bambini vengano dimenticati in auto dai propri genitori e trovati poi morti: quando gli stessi sono troppo piccoli per farsi notare o chiedere aiuto, purtroppo tutto si risolve quasi sempre in tragedia. Pur non volendo far partire delle crociate inutili, è un dato di fatto che il troppo buonismo non aiuti.

Umanamente si può tentare di essere vicini a quel padre o quella madre rei dell’errore più grande della propria vita: continueranno in fondo a pagarlo per tutto il resto della loro esistenza e avranno bisogno di aiuto psicologico anche solo per affrontare l’alzarsi del letto la mattina. Ma il giustificare l’accaduto con lo stress o le inusuali pressioni che la vita comporta non aiuta né le persone coinvolte né a combattere questo fenomeno. E’ ovvio per tutti che i genitori che dimenticano i loro figli in macchina sono comunque persone che hanno amato i loro figli, ma rimane una realtà inoppugnabile che tali tragedie non dovrebbero accadere e che si può lavorare affinché non occorrano.

Quando si mette al mondo un figlio si diventa responsabili del suo benessere, a 360°: non ci si può permettere nemmeno un secondo di “dimenticanza” o distrazione. E se la vita è stressante e frenetica si devono prendere delle precauzioni: esistono applicazioni e addirittura seggiolini per auto che avvertono della presenza del bambino in essi, in commercio nel nostro paese dal 2013. E  si può guardare lo specchietto retrovisore dopo parcheggiato, o ancora semplicemente gettare un ultimo sguardo dentro la propria macchina: qui non è un problema di giudicare la vita della persona o non avere compassione. Il punto è che bambini indifesi muoiono di stenti, praticamente soffocati in auto perché non ci si è presi 5 minuti per controllare dietro di sé: e qualsiasi sia la ragione, questo è inaccettabile. Se un chirurgo per una disattenzione combina un guaio, lo si denuncia e lo si attacca, senza accettare giustificazioni e lo stesso deve accadere in questi casi: si può dare supporto psicologico, ma non si deve cadere nell’errore di giustificare con lo stress una negligenza così importante perché “potrebbe capitare a tutti“: non è vero. E non è accettabile far passare questo messaggio.

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