"

Perché tanto odio per i ricchi?

Perché tanto odio per i ricchi? Inutile girarci intorno: non di rado quando si ha modo di osservare persone più fortunate economicamente si prova un pizzico di invidia e ci si sente quasi autorizzati a trattarle male magari nei social network. La verità? I soldi fanno stare bene ma non fanno la felicità.

Come la povertà o la mancanza di fortuna economica non sono sinonimo di persone che non si danno da fare o che hanno deciso di accontentarsi. La vita di un individuo è costruita su tanti piccoli fattori differenti che non definiscono lo stesso in base ai soldi che ha nel portafoglio. E nonostante la televisione spesso ci presenti personaggi abbienti fuori dalle righe e talvolta fermi anacronisticamente al Medioevo in quanto ad ideologia sociale, ciò non significa che sia necessario fare di tutta l’erba un fascio.

Si trovano spesso a contrapporsi due mondi: quello delle persone ricche che talvolta possono sfruttare male il potere che la loro condizione economica mette a disposizione e quello delle persone meno fortunate la cui invidia in alcuni casi si fa troppo “cattiva” e socialmente inaccettabile. Sono occasioni, scelte e situazioni differenti a creare questo divario economico di cui non esiste colpa in nessuna delle parti coinvolte. I “ricchi” non hanno colpa se hanno per famiglia o per merito una maggiore fortuna economica, come chi è meno abbiente non è uno “sfigato” o “limitato”.

La verità è che piuttosto che vedere tutto attraverso gli occhi della diffidenza bisognerebbe essere più empatici e meno tendenti al giudizio, lavorando alacremente per costruirsi una felicità che ha poco a che fare con i soldi che si possono spendere ma tanto con l’accettazione che si ha di se stessi e di quelle che sono le “carte della vita” con le quali si è chiamati a giocare. Si può sempre migliorare e non ci si deve mai accontentare o giudicare l’altro: i soldi fanno vivere meglio ed è una realtà dei fatti, ma quasi mai fanno davvero la felicità. Non è una guerra tra ricchi e poveri, semplicemente un problema con se stessi, da entrambe le parti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *